Samba e Angel, eroi e cavalieri d'Italia - Mixità

Stories23/01/2020Samba e Angel, eroi e cavalieri d’Italia

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“Atto eroico”. È la motivazione che ha portato Samba Diagne e Angel Micael Vargas Fernandez, nomi e storie da nuovi italiani, nel ristretto gruppo dei cittadini esemplari che tutti gli altri italiani dovrebbero ammirare. A fine dicembre, i due sono stati insigniti dal presidente Sergio Mattarella, insieme ad altre 30 persone, del titolo di Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, come casi significativi “di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani”.

Samba Diagne, 52 anni, senegalese,  è in Italia da quasi 30 anni. Ha una moglie e cinque figli in patria e dopo aver fatto vari tipi di lavori oggi è addetto alla sicurezza nei negozi di Milano. Lo scorso 17 settembre era alla Stazione Centrale quando Mohamad Fathe, un 23 enne yemenita, ha aggredito a colpi di forbice un militare italiano gridando “Allah Akbar”.

“Ho sentito delle urla. Mi sono voltato e ho visto la scena: un militare a terra e un uomo che lo colpiva”, ha raccontato ai cronisti. A quel punto ha notato a terra, vicino a una rastrelliera con delle biciclette, una catena rotta. È diventata la sua arma contro l’aggressore: “L’ho sorpreso da dietro, colpendolo con quella catena e atterrandolo. Gli sono cadute le forbici e le ho allontanate con un calcio, per impedire che potesse afferrarle nuovamente. Poi sono subito intervenuti i carabinieri”.

Fathe è stato arrestato con l’accusa di attentato per finalità terroristiche, tentato omicidio e violenza a pubblico ufficiale. “Sono contento – ha dichiarato il senegalese – di aver contribuito a fermare una persona pericolosa. Anche io sono un musulmano: mi dissocio da chi compie violenze in nome di Allah. Chi lo fa è solo un esaltato”.

Angel Micael Vargas Fernandez, 20 anni, è figlio di un argentino e di una peruviana e vive da 12 anni in Italia. Frequenta un corso serale di informatica a Lodi e di giorno lavora in una stazione di servizio nel paese di Casalmaiocco. Lo scorso 14 settembre, mentre era al distributore, ha sentito le grida di un bambino che aveva scavalcato un balcone al secondo piano di un palazzo di fronte e ora penzolava terrorizzato aggrappato alla balaustra.

“Insieme a un cliente sono corso sotto il balcone e sono salito sul tetto di un furgone parcheggiato quasi sotto al piccolo che penzolava. Volevo arrampicarmi al primo piano per prenderlo – ha raccontato al Corriere della Sera – ma appena sono salito sul tetto del camioncino ho visto le manine che lasciavano la presa e il bambino che cadeva proprio nello spazio tra dove ero io e un’altra auto parcheggiata. E allora mi sono buttato”.

Angel è riuscito ad afferrare al volo il bambino e lo ha protetto col suo corpo mentre finivano sull’asfalto, salvandogli la vita. “Sono grato al Presidente, è un grande onore, ma penso di non meritarlo”, ha detto quando gli hanno comunicato che era diventato Cavaliere. “Era solo una cosa che dovevo fare, mi è arrivata dal cuore”.

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Redazione Mixità

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