Tutti marocchini, ma diversi – Mixità

Lifestyle06/08/2019Tutti marocchini, ma diversi

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Il Marocco è uno dei paesi africani con più cittadini residenti all’estero e all’interno della comunità sparsa per il mondo ci sono tante sfumature particolari direttamente riconducibili ai paesi adottivi.

Era soprattutto d’estate che le famiglie di migranti facevano ritorno nella terra natale, noi ancora bambini raggiungevano le città d’origine dei nostri genitori e i quartieri si trasformavano in un mosaico di lingue diverse, con una maggioranza di marocchini francesi, italiani e spagnoli e minoranze di marocchini tedeschi, olandesi e danesi che si aggiungevano a quanti vivevano stabilmente in Marocco.

Sono sfumature impercettibili per un occhio esterno, eppure, per chi le vive dall’interno, da marocchino, la differenza è netta. È come se su uno straniero le caratteristiche del paese ospitante assumessero un impronta più decisa, quasi caricaturale.

Allora ecco come in un quartiere periferico di un paese nord africano si ricreava una nuova Europa, fatta di ragazzini dalla fisionomia simile, ma con un vissuto che ne aveva modificato e forgiato irrimediabilmente i tratti caratteriali, il modo di vestire, pensare e reagire.

I marocchini francesi avevano sempre quella spocchia di chi ha la puzza sotto il naso, il vestiario sportivo calcistico che poi ha spopolato anche in Marocco e un atteggiamento che noi reputavamo viziato ed infantile, quelli che come me venivano dall’Italia invece sembravano mantenere più vive le radici (probabilmente contando meno generazioni cresciute in Italia), non curavano troppo il vestiario e per assurdo nutrivano un’ antipatia ingiustificata per i cugini francesi.

I cosiddetti “figli della Spagna” , erano molto meno competitivi, i tedeschi più freddi e distaccati e infine i marocchini “originali” si dimostravano più grandi dell’età che avevano, più abituati all’avventura selvaggia e meno sottoposti alle restrizioni genitoriali che avevamo noi, considerati “stranieri” anche in patria.

Riflettendoci ora, avevamo già dimostrato all’epoca quello che oggi tutti si chiedono e ci chiedono: siamo figli della terra e delle situazioni, delle radici, ma anche dei rami.


Youssef El Hirnou

Travel blogger e scrittore

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