Un decreto flussi per gli atleti stranieri – Mixità

Info03/08/2019Un decreto flussi per gli atleti stranieri

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Cosa hanno in comune un fuoriclasse stramilionario protagonista del calciomercato estivo e un brocco preso in prestito che trascorrerà il campionato di serie D sulla panchina di una squadretta di provincia? Giocano a calcio tutti e due e, se sono stranieri, per la legge sono comunque due immigrati. Tanto da dover fare i conti anche loro con un “decreto flussi”, seppur molto particolare.

L’ultimo è stato varato dal governo alla fine di luglio. Dice che per la stagione agonistica 2019/2020 potranno venire in Italia a svolgere attività sportiva professionistica (o comunque retribuita) al massimo 1090 atleti extracomunitari. Non solo calciatori, ovviamente, ma sportivi di ogni disciplina per la quale esista da noi una federazione nazionale, dai pugili ai ciclisti, dai pallavolisti ai giocatori di basket o di ping pong.

A proporre quel numero al governo è stato il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni) che ora potrà distribuire 1090 ingressi tra le diverse federazioni. A queste si rivolgeranno le singole società sportive ogni volta che penseranno di aver individuato all’estero un atleta che fa al caso loro. Se ci saranno quote disponibili e se le società si impegneranno a pagare l’atleta (comprese le spese per un eventuale rimpatrio), le richieste si trasformeranno in visti d’ingresso per l’Italia, quindi in permessi di soggiorno.

Come accade in tanti settori economici e produttivi, e forse anche in misura maggiore, l’apporto degli “immigrati” allo sport italiano è fondamentale.

Basta guardare ai numeri della seria A: nella stagione appena conclusa, su 605 giocatori sparsi tra le 20 squadre che gareggiano nel massimo campionato di calcio del Paese, ben 342 erano stranieri, oltre il 50%! Senza contare i tanti nati stranieri, ma che hanno preso la cittadinanza italiana dopo aver concluso, spesso a tempi di record, una procedura di naturalizzazione o magari perché avevano un antenato italiano (è il caso dei cosiddetti “oriundi”).

Anche nel “Settebello Azzurro”, la nazionale di pallanuoto che il 27 luglio ha vinto l’oro ai Mondiali di Gwanjiu, brillano alcuni (ex) stranieri, come l’argentino Gonzalo Óscar Echenique Saglietti, il francese Michaël Alexandre Bodegas o il croato Goran Volarević. È solo la conferma più recente che la varietà fa la forza, nello sport come nel resto della vita.

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Redazione Mixità

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