Nuovi importi per gli assegni familiari – Mixità

Info06/08/2019Nuovi importi per gli assegni familiari

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Gli assegni per il nucleo familiare servono a integrare lo stipendio di lavoratori dipendenti o iscritti alla gestione separata (come quanti hanno un contratto di collaborazione) e spettano, a determinate condizioni, sia agli italiani, sia agli stranieri in Italia. La domanda si presenta online, tramite il sito www.inps.it, utilizzando un codice pin rilasciato dall’INPS oppure un’identità digitale SPID (qui vi spieghiamo che cos’è e come attivarla).

L’importo è determinato in base a diverse variabile. Diminuisce con l’aumentare del reddito complessivo del nucleo familiare, fino ad essere pari a 0 quando questo raggiunge determinate soglie. Aumenta, invece, quando aumenta il numero di componenti e sono previste anche delle premialità in casi particolari, come per esempio quando c’è un solo genitore o come quando ci sono componenti disabili.

Nel calcolo dei componenti del nucleo familiare rientrano mogli, mariti e figli, ma con una restrizione per i lavoratori extraUe, che possono conteggiare solo i familiari residenti in Italia, a meno che tra l’Italia e i loro Paesi non ci siano delle particolari convenzioni. Italiani, comunitari e titolari di protezione internazionale possono invece conteggiare anche i familiari all’estero.

Un paletto in più riguarda gli stranieri che nel loro Paese sono poligami: per quantificare l’importo dell’assegno, possono conteggiare nel nucleo familiare solo la prima moglie e i figli avuti da quella, sempre a patto che siano residenti in Italia. Non è solo un modo per far risparmiare lo Stato, ma anche per rispettare le leggi, visto che in Italia la poligamia è un reato.

Come viene pagato l’assegno? Ai lavoratori domestici o iscritti alla gestione separata, direttamente dall’Inps, con un bonifico presso un ufficio postale o un accredito su conto corrente. Per i lavoratori dipendenti è ancora più semplice: se lo trovano ogni mese in busta paga, insieme al resto dello stipendio, perché è il datore di lavoro a pagarlo per conto dell’Inps.

Lo scorso 1 luglio, come ogni anno, sono stati ritoccati gli scaglioni di reddito e gli importi degli assegni, in modo da adeguarli al costo della vita. Trovate i nuovi valori, che resteranno in vigore fino al 30 giugno 2020, in questa tabella.

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Redazione Mixità

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