Adam e Sofia, figli della nuova Italia - Mixità

Info13/01/2020Adam e Sofia, figli della nuova Italia

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L’Italia è un Paese sempre più vecchio con culle vuote e ospizi pieni. Fosse per gli italiani, la cicogna potrebbe andare in pensione. E gli immigrati? Rallentano il declino facendo più figli, ma anche loro hanno rallentato il ritmo.

Nel suo ultimo report su natalità e fecondità della popolazione residente, l’Istat certifica che nel 2018 sono nati in Italia 439.747 bambini (oltre 18 mila in meno rispetto al 2017 e quasi 140 mila in meno rispetto al 2008). Se si considerano solo i nati da genitori entrambi stranieri, si osserva una parabola: sono cresciuti senza sosta fino al 2012, dopodiché anche per loro è cominciato il declino: dopo essere scesi nel 2016 per la prima volta sotto quota 70 mila (69.379), nel 2018 ne sono nati 65.444 (14,9% sul totale dei nati), quasi 2.500 in meno rispetto al 2017.

Che succede? “Le cittadine straniere residenti, che finora hanno parzialmente riempito i “vuoti” di popolazione femminile ravvisabili nella struttura per età delle donne italiane, stanno a loro volta “invecchiando”: la quota di 35-49enni sul totale delle cittadine straniere in età feconda passa dal 42,7% del 1° gennaio 2008 al 52,7% del 1° gennaio 2019”, spiega Istat.

Molte di quelle donne sono entrate in Italia o si sono regolarizzate nei primi anni 2000 e in quegli anni hanno messo su famiglia facendo impennare le statistiche delle nascite. Poi è arrivata la crisi, i flussi d’ingresso si sono ridotti drasticamente e le (poche) nuove arrivate sembrano prese più dal lavoro che dal progetto di fare figli. Bisogna, poi, tenere presente che molti figli dell’immigrazione stanno sparendo dalle statistiche perché intanto i loro genitori hanno preso la cittadinanza e così quei bambini sono italiani anche per legge.

Al primo posto tra i nati stranieri del 2018 si confermano i bambini rumeni (13.530 nati nel 2018), seguiti da marocchini (9.193), albanesi (6.944) e cinesi (3.362). A una di queste quattro comunità appartengono la metà dei bebé stranieri. L’incidenza dei nati da genitori entrambi stranieri sul totale dei nuovi nati è più alta al Nord (20,7% nel Nord-est e 21,0% nel Nord-ovest), scende al Centro (17,5%) e drasticamente nel Mezzogiorno (6,0% al Sud e 5,6% nelle Isole).

Ma come si chiamano questi bambini? Sappiamo (si fa per dire) anche questo. Nel 2018, i nomi più diffusi tra i neonati in Italia sono stati Leonardo e Sofia, con Sofia che si conferma il nome più diffuso anche tra le figlie di stranieri, mentre tra i maschietti con mamma e papà immigrati a vincere è Adam. Ovviamente la classifica cambia, e di molto, tra una comunità e l’altra, a cominciare dalle quattro monitorate dall’Istat.

“La tendenza a scegliere per i propri figli un nome diffuso nel paese ospitante è più spiccata per le comunità rumena e cinese”, segnala il report. Ecco, allora, tra i bambini rumeni Luca, Matteo o Leonardo, ma anche David e Gabriel e tra le bambine rumene Sofia, Sofia Maria, Emma, Giulia e Maria. I bimbi cinesi si chiamano prevalentemente Lonardo, Matteo, Leo e Andrea, ma anche Kevin, le bimbe Emma, Emily, Sofia, Gioia e Angela. I nomi più diffusi tra i bambini albanesi sono Aron, Noel e Liam, ma anche Mattia e Matteo, tra le bambine vince Aurora, seguito da Amelia, Emily, Emma e Noemi. I marocchini, invece, sono più tradizionali nella scelta dei nomi: soprattutto Amir, Adam, Rayan, Youssef e Imran per i maschietti, Amira, Sara, Jannat, Nour e Malak per le femminucce.

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Redazione Mixità

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