Covim e il caffè per tutti gli italiani - Mixità

Cases05/11/2018Covim e il caffè per tutti gli italiani

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“Non so perché ma una tazzina di caffè ha il potere di cambiare la mia vita… Mi ricordo il primo viaggio in Italia. Napoli e partenza per Pompei. Arrivati e a noi turisti danno giusto 10 minuti per prendere un caffè. Sole, caldo, bellezza che mi circonda e Il mio primo caffè italiano con gusto indimenticabile. E nasce il sogno di vivere in questo Paese…”. Nataliya Migunkina, 38 anni, ha realizzato quel sogno. Dopo aver conosciuto in Russia un uomo italiano, se ne è innamorata, l’ha sposato e l’ha seguito in Italia, dove hanno avuto tre bambini. Oggi vivono tutti e cinque a Lucca. “Ed eccomi qua in Toscana con mio lui e famiglia numerosa. Di nuovo cambio casa e città, entro nel bar del posto a prendere un caffè, vedo il volantino Covim ed eccomi a raccontare la mia storia. E chissà come cambierà la mia vita di nuovo. Dopo una tazzina di caffè. Con suo potere magico!”

Il breve racconto di Migunkina, che in patria beveva solo caffè filtro, è stato il primo classificato al concorso Storie in Tazzina di Covim, che ha premiato l’autrice con una macchina del caffè, una fornitura annuale di capsule e un viaggio a Genova negli stabilimenti della casa madre. Una russa innamorata di espresso all’italiana? Nulla di che stupirsi: secondo la ricerca sulla prima colazione degli immigrati realizzata da Doxa ed Etnocom per Aidepi dice che “la tazzina di caffè è un rito irrinunciabile per 7 nuovi residenti in Italia su 10”. Quella dei nuovi italiani per il caffè è una passione che caffè Covim pare conoscere bene. Lo spot mandato in onda anche questo autunno su Rai e Mediaset si distingue per la multietnicità dei protagonisti e per un claim che sembra strizzare l’occhio proprio alla nuova Italia: “Il caffè buonissimo per tutti gli italiani”.

“Il payoff ‘Espresso Life’ contenuto nel nostro logo è un tributo alla cultura del caffè e a chi ne condivide l’importanza e la sua positiva incidenza nella vita di tutti i giorni. Noi ci rivolgiamo ad una comunità integrata che si riconosce in alcuni valori, senza alcuna distinzione tra origine nazionale o straniera”, dice a Mixità Claudio Picci, Amministratore Delegato di Covim.

“Non è un caso che a vincere il nostro concorso sia stata Natalya Migunkina. Bere un caffè all’italiana è un gesto d’integrazione, perché non c’è rito più profondamente radicato nella nostra cultura che gustarsi una tazzina di espresso. Per noi è fondamentale diffondere la cultura del caffè all’interno dell’attuale società italiana, che è multietnica come è fortemente evidenziato dal nostro spot. Quindi già ci rivolgiamo alle comunità straniere e a tutte quelle persone che, vivendo in Italia, hanno imparato ad amare la nostra tradizione del caffè espresso e continueremo a farlo con lo spirito che ci ha sempre contraddistinto”, conclude Picci.

Questi nuovi consumatori potrebbero avere gusti e usanze particolari legate al consumo del caffè. Come rispondere a queste esigenze? “Il caffè all’italiana è chiaramente la naturale espressione del nostro prodotto, ma siamo presenti sul mercato con tutti i principali formati, sia nel comparto grani che con il prodotto macinato. Partendo da questi due grandi famiglie di prodotto – precisa Paola Macoggi, Responsabile Marketing – è possibile creare ricette e bevande personalizzate che rispondono a culture e usanze molto diverse dalle nostre. La nostra apertura nei confronti del mondo del caffè è massima e saremmo senz’altro felici di poter arricchire la nostra tradizione”.

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Redazione Mixità

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