Samuel, da Italia’s got talent al freestyle contro i caporali - Mixità

Stories02/12/2019Samuel, da Italia’s got talent al freestyle contro i caporali

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Samuel Olatidoye è un talento italiano. Nato in Nigeria, quando aveva sedici anni è arrivato con un ricongiungimento familiare a Castiglione dello Stiviere, in provincia di Mantova, e lì è cresciuto per dieci anni insieme alla sua passione per il ballo, fino ad arrivare come freestyler sul palco dell’ultima edizione di Italia’s Got Talent. Al talent show ha esordito con un’incredibile interpretazione di “Brava!” di Mina, conquistando i sì di Mara Maionchi, Claudio Bisio, Federica Pellegrini e Frank Matano che lo hanno poi accompagnato fino alla finale.

“Da bambino ho sempre amato il ballo e ricordo che con mia sorella più grande andavamo alle feste di compleanno dei nostri amici e c’erano sempre gare di ballo. Io e lei vincevamo sempre, eravamo bravi!” ha raccontato in un’intervista. “Sono autodidatta, guardavo i tutorial a casa e mi allenavo in camera mia. Col mio stile voglio mostrare a chi mi guarda quello che sento, cerco di fare col mio corpo quello che esprimo dentro con la musica che sto ascoltando”.

Dopo il suo momento di celebrità in tv, come tanti altri talenti italiani, Samuel è andato a cercare maggior fortuna all’estero. Ora si esibisce in Germania, nei club di Berlino, ma questo non gli ha impedito di prestare ancora qualche passo dei suoi a una buona causa in Italia.

Un video girato la scorsa estate, ma online dai primi di novembre, vede Olatidoye protagonista nella cornice molto calda e “meridionale” di un campo di lenticchie del parco nazionale dell’Alta Murgia, in Puglia. È lì che il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Lenticchia di Altamura IGP lo ha voluto come testimonial per una sua campagna contro il caporalato.

Eccolo addormentarsi e sognare tra le spighe, reinterpretando in freestyle uno swing degli anni ‘20. Al suo risveglio, le lenticchie sono state già tutte raccolte, presumibilmente senza quello sfruttamento di braccianti, in buona parte immigrati, che continua a piagare molte stagioni agricole in Italia.

“La potenza della sua danza ci ha permesso di lanciare un messaggio forte e di dare il nostro piccolo contributo per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del grande problema del caporalato, purtroppo ancora non debellato”, ha spiegato Gerardo Centoducati direttore del Consorzio. Una battaglia che Samuel sente, evidentemente, nelle sue corde: “Con il mio stile – dice – voglio mostrare a chi mi guarda quello che sento, cerco di esprimere con il mio corpo i sentimenti che la musica mi offre”.

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Redazione Mixità

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