10 cose che portiamo dalla Romania in Italia - Mixità

Info22/01/202010 cose che portiamo dalla Romania in Italia

SHARE

Qualche tempo fa, ho pubblicato su Mixità un ampio articolo con i prodotti “Made in Italy” più amati dai romeni, quelli che non mancano mai nei bagagli quando si rientra in patria oppure nei pacchetti spediti alle famiglie rimaste a casa. La nostra inchiesta suscitato grande interesse nel pubblico, con centinaia di condivisioni e commenti da parte della comunità, su Facebook e non solo.

In seguito alla “Top 10” delle cose che mandiamo in Romania dall’Italia, abbiamo deciso quindi, a grande richiesta, di realizzare una classifica dei prodotti romeni più amati in Italia (e non solo dai romeni). Quali sono, dunque, quelli che ci portiamo da casa quando torniamo in Italia oppure che ci facciamo mandare dai nostri cari?

 

1- Formaggi

Ogni paese ha i suoi formaggi tipici e l’Italia è tra i quelli con la più grande varietà di formaggi, sia freschi che stagionati. La “mozzarella” e il “parmigiano” sono conosciuti in tutto il mondo. Anche se i formaggi italiani sono stati “adottati” da maggior parte dei romeni che vivono in Italia e portati spesso sulle loro tavole, molti connazionali amano il gusto tradizionale di alcuni tipi di formaggi che si trovano solo in Romania. Nessun romeno all’estero dimentica, per esempio, il gusto della “telemea”, uno dei formaggi tipici più apprezzati in assoluto.

“Ogni volta che vado in Romania torno con la telemea di pecora del mio paesino – dice Aurora – è un gusto che non dimentico mai e mi ricorda sempre casa”.

Ottenuto dalla coagulazione acida del latte di mucca, pecora o capra, la “telemea” ha una forma tipica a cubo, simile a un mattoncino, e può arrivare a pesare anche un chilo. Si taglia facilmente a fette e ha un gusto salato caratteristico. Ci sono vari tipi di “telemea”, in base alla  zona geografica di produzione e due di questi hanno ricevuto riconoscimenti europei prestigiosi: Telemea de Ibăneşti DOP e, proprio nel 2019, Telemea de Sibiu IGP.

 

2- Verdure e frutta Bio

Melanzane, peperoni, radici della pianta del prezzemolo, cetriolini, rape rosse, pastinaca:  fresche o in salamoia, crude o cotte, sono solo alcune delle verdure che i romeni, soprattutto se hanno le famiglie in campagna, portano con loro al rientro in Italia. Accanto agli odori, in autunno le famiglie si fanno mandare anche legumi bio del giardino di casa, incluse “le melanzane e i peperoni già arrostiti e pronti per diventare una bella zacusca (giardiniera, nrd.)”.

In tanti concordano sul fatto che il gusto della verdura del proprio orto romeno non ha paragone per quanto riguarda la genuinità. Quando è possibile (per via del trasporto), si portano anche frutti di bosco, mirtilli, more, visciole, per fare ottime confetture (dulceata). Maria racconta che i prodotti che porta dal suo paese sono molto apprezzati anche dagli amici italiani: “la famiglia presso la quale lavoro assaggia sempre quello che porto e apprezzano molto soprattutto il gusto genuino della verdura o dei legumi, mi dicono che è come si mangiava in Italia una volta”.

 

 

3- Salumi

Se ci fosse una guerra di gusto tra i salumi, insaccati e prodotti di macelleria italiani e romeni, la bandiera dei nostri prodotti tradizionali sarebbe portata dalla famosa “sunca”  – un tipo di prosciutto, spesso affumicato. In Romania ogni regione ha la sua ricetta, in base alla tipologia di carne utilizzata (maiale soprattutto, ma anche tacchino o altro) e il metodo di preparazione (l’uso del sale, il processo di affumicatura, la stagionatura).

Un’altra signora romena, originaria della regione del Banat, non può dimenticare il gusto dei salumi tipici della sua regione; “cerco di mangiare sempre sano e guardo gli ingredienti. Non compro insaccati con conservanti e preferisco sempre i prodotti genuini, meglio se preparati dai piccoli produttori locali. Per esempio, compro a Nadlac salsicce stagionate oppure  salumi fatti rigorosamente secondo la ricetta tradizionale, senza aggiunta di ingredienti chimici”.

Specialmente a dicembre, i pacchi che arrivano dalla Romania sono pieni di salsicce, pezzi di coppa o pancetta, provenienti dalle famiglie che sotto Natale tagliano i maiali, come vuole la tradizione. “La mia preferita? La “toba”, ci dice Nicolae, confermando che anche in Romania è valido il detto “dal maiale non si butta via niente”. „Toba” è una pietanza fatta con stomaco di maiale riempito con le interiora e i resti meno pregiati, tagliati a cubi, bolliti con spezie e conservati nella propria gelatina.

 

 

4- Miele

In Romania si producono annualmente circa 3000 tonnellate di miele bio, di cui la maggior parte viene venduta all’estero. Molti produttori locali hanno ottenuto proprio all’estero il certificato di “prodotto bio”. Miele di acacia, di tiglio o di menta sono varietà molto ricercate. Io mi faccio mandare ogni anno il miele da mia madre, che lo prende direttamente dai produttori locali fidati. Oltre al miele, ci sono anche tanti prodotti derivati, come le pastiglie con il propoli per il mal di gola o integratori a base di pappa reale.

 

5- Vino

Ci sono romeni che vivono in Italia da tanti anni, ma che non si sono affezionati agli ottimi vini del paese d’accoglienza e sentono la mancanza dei vini, in generale più dolci, della Romania. Moltissimi romeni che vivono a Roma provengono dalla zona di Vrancea, rinomata per la qualità dei vini. Quindi, non possono mancare nelle loro cantine o case il vino di produzione propria, che accompagna ogni festa o compleanno.

Accanto al vino, spesso viene ricordata – e mandata nei pacchi – la grappa romena (la famosa ţuică), distillato realizzato spesso con le prugne, ma anche con le mele o altra frutta. Più è invecchiata, più è pregiata e buona, e in Romania viene servita all’inizio del pasto, tradizione che incuriosisce spesso gli amici italiani, che usano servirla piuttosto come digestivo.

 

6- Prodotti di erboristeria

Creme a base di piante, tisane biologiche fatte con le foglie essiccate in casa, olii essenziali: sono solo alcuni dei prodotti di erboristeria che ci facciamo spesso mandare dai parenti o mettiamo in valigia al rientro.

Galbenele (calendula), rostopasca (celandine), tataneasa (consolida) sono piante usate nelle creme ritenute utili per una lunga serie di malanni, dalle scottature ai dolori reumatici, ma anche per mantenere e accrescere il benessere della pelle.

 

7- Dolci tradizionali

C’è chi ama il panettone, chi preferisce il pandoro e… chi non rinuncia mai al cozonac, il dolce romeno tipico delle feste, un tipo di panettone molto soffice, farcito con crema di cacao, noci e canditi. A Natale e a Pasqua non manca mai sulle nostre tavole. Ci sono signore romene che vivono da anni in Italia ma sono pronte a scommettere che, se fosse venduto nei negozi italiani, il cozonac conquisterebbe i più esigenti consumatori italieni. Ortansa ha lavorato per anni in una fabbrica a Treviso e ogni Natale portava ai suoi colleghi il cozonac, momento di allegra convivialità molto atteso da tutti: “Ho fatto conoscere loro anche altri dolci romeni, tutti molto apprezzati al punto che mi avevano detto che potevo benissimo fare la pasticcera!”

 

8- Frutta secca

Noci sgusciate o semi vari, come quelli di girasole o di zucca, che troviamo oggi anche nei supermercati italiani. Sono molto amati dai romeni, che si fanno mandare delle scorte da casa. D’altronde, anche per i cozonac, si usano le noci tritate: più ce ne sono, meglio è!

 

9- Spezie.

Abbiamo parlato di verdura biologica, ma ai vari prodotti locali si aggiungono spezie, odori  e condimenti che danno ai piatti tipici quel sapore inconfondibile di casa: aneto, timo, levistico e non solo. “L’aneto del nostro giardino e il levistico, essiccati al sole, non mancano mai nei pacchi che mi faccio mandare da casa”, dice Aurora.

Lidia, che vive da tanti anni in Italia, fa sempre una scorta di “pastinaca, timo, aneto per mettere nelle zuppe. Ci piace che una buona zuppa abbia tutto quello che deve avere, per seguire e rispettare la ricetta di mia madre”.

 

 

10- Libri e riviste

In Italia ci sono corsi di lingua e cultura romena in molte città, anche nelle scuole italiane convenzionate con il Ministero dell’Istruzione romeno. Tuttavia, molte mamme romene vogliono avere in casa anche libri di narrativa per bambini, poesie o romanzi dei classici romeni. Accanto ai libri, nei pacchi si possono trovare riviste, agende o calendari in lingua romena (in molte case romene non manca il calendario ortodosso con le festività, gli onomastici, i giorni indicati per il digiuno o la Quaresima).

Ricordo che di recente ho voluto fare un regalo speciale a una mia amica: un libro di versi di Mihai Eminescu, in un’edizione particolare. Ho mandato dei soldi a casa con il servizio MoneyGram dall’Ufficio Postale del quartiere (oggi, MoneyGram è disponibile in oltre 12 mila Uffici Postali abilitati in tutta l’Italia, grazie alla collaborazione con Poste Italiane e PostePay). In pochi minuti i soldi sono arrivati e i miei mi hanno potuto comprare e mandare il libro giusto in tempo per fare una bella sorpresa alla mia carissima amica.

Vorrei chiudere con le parole di Marioara, che ci ha lasciato un commovente pensiero su Facebook: “Non importa cosa mandi ai tuoi cari, importante è la felicità che si legge negli occhi di chi apre un pacco o riceve un regalo fatto da qualcuno a cui si vuole bene! Perché, quando ricevi qualcosa da un tuo caro, ricevi anche un pizzico del suo cuore”.

 

#adv #postepay #posteitaliane #moneygram

SPONSORED CONTENT


MoneyGram è un global provider di servizi innovativi di trasferimento di denaro e servizi di pagamento che mette in contatto famiglie e amici in tutto il mondo, fornendo loro il modo comodo e affidabile di restare connessi per soddisfare necessità economiche quotidiane e di una vita serena. In Italia con Poste Italiane è possibile inviare denaro nel mondo in modo semplice e veloce con il servizio MoneyGram offerto in oltre 12.000 Uffici Postali abilitati. Le opzioni di invio disponibili consentono di scegliere i tempi e i costi più indicati alle proprie esigenze.