Ecco perché l’Ucraina ha chiuso le porte ad Al Bano - Mixità

More03/04/2019Ecco perché l’Ucraina ha chiuso le porte ad Al Bano

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Sembra che la più grande notizia d’Italia negli ultimi giorni sia l’inserimento del cantante Albano Carrisi nell’elenco delle persone non gradite in Ucraina. Purtroppo, la maggioranza dei media che ne parlano, non cercano di capire il motivo di tale decisione da parte del Ministero della Cultura ucraino e si limitano alle battute o ai commenti superficiali.

È invece il caso di capire le ragioni di tale mossa da Kiev, perché dietro si cela una storia di guerra e morte.

Per poterlo fare, bisogna tornare indietro nel tempo, quando cinque anni fa, è cominciata l’aggressione militare russa contro l’Ucraina. Prima con l’annessione illegale della penisola di Crimea, un’azione illecita condannata dall’ONU, dagli USA e dall’UE. Alla Russia sono state imposte gravi sanzioni economiche ed è stata esclusa dal G8. Successivamente è cominciato un conflitto nella regione del Donbass, tuttora in corso, che ha portato più di dieci mila di morti e due milioni di sfollati.

Questa guerra è lontana dal modello dalle battaglie e dei conflitti armati del passato. Una guerra ibrida che si combatte, oltre che sul campo, anche sui social network tramite opinion maker e altri mezzi della propaganda.

Al Bano è ancora molto popolare in Russia, in quanto era uno degli artisti ammessi dalla ideologia dell’Unione Sovietica. Forse non volontariamente, cantando le lodi di Vladimir Putin, considerato in Ucraina un leader sanguinario, il cantante è diventato una delle voci che difende le azioni di Russia e del suo Presidente.

Nelle sue dichiarazioni alla stampa italiana, Al Bano definisce la decisione delle autorità ucraine “folle” e se stesso come “un cantante della pace”. È pertanto intenzionato a chiedere spiegazioni all’Ambasciatore dell’Ucraina e minaccia di rivolgersi al corte di diritti umani a Strasburgo.

Il caso dovrebbe far riflettere i personaggi della cultura sul ruolo che rivestono nell’influenza del pensiero altrui, soprattutto quando hanno amicizie con altri personaggi  nell’occhio del ciclone e sono coinvolti nelle vicende politiche.


Marianna Soronevych

Sociologa e Giornalista