L'Italia ama Cioran, "filosofia vissuta" - Mixità

Lifestyle23/05/2019L’Italia ama Cioran, “filosofia vissuta”

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18 eventi letterari, 40 ospiti, una carrellata di presentazioni di libri e incontri con il pubblico: è solo un primo bilancio della partecipazione della Romania al Salone Internazionale del Libro di Torino, con uno stand visitato, secondo gli organizzatori, da oltre 2.000 persone interessate alla nostra cultura e letteratura.

Uno dei protagonisti assoluti dell’evento, tra il 9 e il 13 maggio, è stato il filosofo Emil Cioran. Come notato dalla stampa italiana, a Cioran sono stati dedicati il numero più grande di eventi durante le giornate più importanti della manifestazione. A cominciare dalla presentazione al pubblico, per la prima volta in Italia, de L’insonnia dello spirito. Lettere a Petre Ţuţea (1936–1941), che raccoglie la sua corrispondenza con l’amico e collega filosofo.


Ho chiesto ad Antonio Di Gennaro, curatore del volume, perché Cioran è così amato in Italia: “È uno degli autori romeni più conosciuti. In questi ultimi dieci anni si è avuto un vero e proprio “boom” di pubblicazioni, con particolare attenzione ai testi inediti del periodo romeno. È amato dal grande pubblico perché non è un filosofo di professione. La sua scrittura nasce dalle emozioni, dai sentimenti, non dalle teorie o dalle elaborazioni intellettuali. Per lui la scrittura è un “mezzo di liberazione”. Il lettore quindi si riconosce in lui, perché parla della vita vissuta, non di teorie astratte e incomprensibili” spiega Di Gennaro a Mixità .

“In Italia c’è grande interesse, in generale, verso la cultura romena, che ha prodotto intellettuali finissimi e di primo piano, come Noica, Cioran ed Eliade”, continua Di Gennaro. “In questi ultimi anni stiamo scoprendo anche altre figure di grande interesse come ad esempio Nicolae Steinhardt, Petre Țuțea e Max Blecher. Credo esista una comunità di studiosi e di lettori molto attenti alla produzione degli autori romeni. Di grande interesse, ad esempio, risultano di studi di Marta Petreu che descrive la Romania di inizio Novecento, ma sono da ricordare anche poeti come Octavian Paler o Alexandru Vlahuță”.

Cioran attira lettori e ricercatori italiani di tutte le età. La prova? L’ospite più giovane del Salone del Libro è stato Vincenzo Fiore, 26 anni, autore di La filosofia come de-fascinazione e la scrittura come terapia, pubblicato da Nulla Die Editore nel 2018.

Grigore Arbore Popescu, direttore dell’Istituto di Cultura Romena di Venezia, traccia per Mixità un bilancio dell’evento con un occhio agli autori romeni contemporanei: “Il più grande successo di pubblico, lo hanno avuto quattro grandi scrittori di prosa romeni: Igor Bergler (n. 1970), Mircea Cărtărescu (n. 1956),  Eugen Uricaru (n. 1946) e Nicolae Dabija (n. 1948), una personalità complessa, scrittore e giornalista coinvolto da decenni nella promozione della democrazia nel suo paese, la Moldavia, e  personalità all’avanguardia della cultura di questo paese”

Ecco come ci descrive ognuno di loro: “Mircea Cărtărescu (vincitore del Premio Formentor 2018, finalista del Premio Strega Europeo 2018) è tradotto in numerose lingue, ora è uscito il suo romanzo Il Levante (Voland), tradotto dal Prof. Bruno Mazzoni. Igor Bergler è conosciuto in molti Paesi, Baldini & Castoldi gli ha pubblicato il romanzo La Bibbia Perduta, un vero successo editoriale in Romania e all’estero, tradotto in maniera eccellente da Mauro Barindi.

Di Eugen Uricaru, uno dei romanzieri contemporanei più popolari della Romania, sono stati tradotti quest’anno in Italia due libri: La sottomissione (Editrice Mimesis, tradotto da Irma Caran, e Vladia, pubblicato da Besa Editrice nella collezione Nadir. Per quanto riguarda Dabija, parliamo di un caso letterario, il suo romanzo Compito per domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani stampato da Edizioni Graphe.it  e tradotto da Olga Irimciuc ha goduto di un enorme successo di pubblico in Moldavia ed è stato tradotto in più lingue”.

Lo stand della Romania presso il Salone del Libro di Torino è stato organizzato dall’Istituto Culturale Romeno, dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e dall’Accademia di Romania a Roma, con il patrocinio dell’Ambasciata romena in Italia, della Commissione europea in Italia e del Consolato Generale di Romania a Torino.

 

 


Miruna Cajvaneanu

Giornalista e blogger