10 modi in cui l’Italia ci cambia – Mixità

Lifestyle08/07/201910 modi in cui l’Italia ci cambia

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Fare un viaggio permette di osservare il mondo con occhi nuovi, esplorare i propri limiti, conoscere altre persone, culture e costumi. Anche tornando da una breve vacanza si percepisce il cambiamento, emozioni inedite e una maggiore consapevolezza di sé.

La stessa sensazione si vive con l’immigrazione, ma moltiplicata per mille. Anche un breve trasferimento in un Paese nuovo ti resta sulla pelle e non ti lascia più.

La trasformazione interiore dipende molto dall’età e dalla predisposizione ad assorbire gli stimoli dell’ambiente esterno. Anche i più ostili al cambiamento, però, cambiano per sempre. Magari non lo si nota immediatamente, ma quando si torna in patria sono molto evidenti le differenze nella visione del mondo e nei comportamentali rispetto a chi è rimasto lì.

Ecco alcuni cambiamenti che spesso avvengono negli ucraini in Italia.

1) Mangiare dolci a colazione. In Ucraina la colazione è percepita come un pasto che deve dare la carica per tutta la giornata, così si comincia con salame, pane e burro, magari accompagnati da qualche avanzo della sera precedente. Un mio parente, di passaggio in Italia, ha accettato caffellatte e biscotti offerti a colazione, ma poi ha chiesto: “Quando facciamo la colazione vera?

 

2) Rivedere il concetto di pasta. La pasta in Ucraina viene considerata una pietanza veloce che non necessita di abilità culinarie. Invece in Italia si scopre il mondo che c’è dietro: le forme diverse, l’abbinamento dei sughi, del parmigiano e delle erbe aromatiche che la rendono buonissima. Anche se il cuore di un ucraino appartiene alle patate, la pasta finisce con l’essere amata da molti.

3) Festeggiare Natale e Pasqua due volte. In Ucraina le feste religiose si festeggiano secondo il calendario gregoriano. Natale e Pasqua raramente coincidono con quelli italiane. Però, gli addobbi natalizi, il profumo delle colombe, gli inviti e gli auguri degli amici, coinvolgono nel vortice della festa anche coloro che sono fortemente attaccati alle proprie radici.

4) Essere più aperti e sorridenti. Forse perché vivono più a nord, gli ucraini sono spesso considerati più freddi degli italiani. Dopo alcuni anni nel Bel Paese, ci si accorge che l’allegria italiana è contagiosa. Quando torni in patria, cominci a notare gli atteggiamenti più seriosi dei connazionali rispetto al tuo.

5) Smettere di fumare. Sarà perché si impara a seguire un stile di vita più sano, o perché il prezzo delle sigarette in Italia è altissimo, fatto sta che tanti ucraini che vivono all’estero fumano molto meno dei loro connazionali in patria.

6) Vestirsi più comodo. Il modo di vestirsi in Ucraina si differenzia molto da quello italiano. Anche nel quotidiano la comodità cede il posto all’eleganza. Non è raro incontrare per le strade ucraine, in un giorno feriale, donne con tacchi altissimi o abiti eccessivamente eleganti. Così, se indossi in Ucraina i vestiti casual che solitamente porti in Italia, leggi negli occhi dei connazionali: “Non hai guadagnato abbastanza per vestirti decentemente?”.

7) Capire quanto si è utili alla famiglia. Spesso coloro che lavorano in Italia danno sostegno economico ai propri parenti. La consapevolezza di essere di fondamentale utilità per la propria famiglia rende orgogliosi e realizzati: i successi dei figli o la vita serena dei nonni sono anche merito nostro.

8) Riconsiderare le vecchie amicizie. Dopo la lunga permanenza all’estero, purtroppo, la visione del mondo e gli interessi cambiano cosi radicalmente che si può perdere la sintonia con gli amici di vecchia data. Al tuo ritorno comprendi che i temi in comune restano ben pochi.

9) Apprezzare la cultura e la Storia italiana
. A seconda della fonte, in Italia è presente dal 60% al 75% di tutti i beni artistici esistenti al mondo. Il Paese rappresenta un punto di riferimento per chiunque, soprattutto per chi si è occupato e si occupa d’Arte. Vivendo qui, si impara ad apprezzare di più ciò che prima si poteva vedere solo nei libri o nei poster.

10) Il cambiamento è reciproco. Visto che anche gli ucraini compongono il mosaico della nuova società multietnica italiana con la presenza (considerando solo i regolari) di oltre 250 mila persone, non è azzardato affermare che danno una spinta di cambiamento anche al Paese che li ospita!


Marianna Soronevych

Sociologa e Giornalista