Spid, identità digitale per i nuovi italiani – Mixità

Info31/05/2019Spid, identità digitale per i nuovi italiani

SHARE

Sai cos’è lo Spid? Se la risposta è no, ora hai anche qualche buon motivo in più per scoprirlo.

Il Sistema pubblico d’identità digitale (Spid) consente di dialogare via internet con la Pubblica Amministrazione utilizzando sempre lo stesso nome utente e password. È come se si presentasse online la propria “carta di identità” per accedere a un gran numero di servizi: dalla denuncia dei redditi, alla richiesta di certificati, passando per l’iscrizione a scuola dei propri figli.

Dallo scorso marzo, utilizzano questo sistema anche tutti i servizi online dello Sportello Unico per l’Immigrazione (Sui) del Ministero dell’Interno: serve lo Spid per presentare le domande per flussi d’ingresso, conversioni dei permessi di soggiorno, prenotazioni di test di italiano, ricongiungimenti familiari, accordi di integrazione e cittadinanza italiana. Anche chi era già registrato nel sistema con vecchie credenziali ora dovrà associarle con lo Spid per accedere a vecchie domande e verificarne l’iter.

Come si fa

Lo Spid è riservato ai maggiorenni e per attivarlo bisogna registrarsi presso uno dei provider autorizzati presenti sul sito www.spid.gov.it. La versione base generalmente è gratuita e per la registrazione sono sufficienti: un indirizzo e-mail; un numero di telefono cellulare; un documento di identità valido (carta di identità, passaporto, patente o permesso di soggiorno) e la tessera sanitaria con il codice fiscale.

Una volta inseriti i dati e create le credenziali Spid, si passa al riconoscimento, che può essere fatto di persona (per esempio presentandosi in un ufficio postale o in una filiale dei provider) o a distanza (per esempio via webcam o tramite firma digitale). Tre video dell’agenzia per l’Italia Digitale spiegano come funziona, a seconda dei casi, questa procedura, che si conclude con il rilascio dell’identità digitale.

Ogni Spid, infine, può avere tre livelli di sicurezza per l’accesso ai servizi online: con il primo (il più diffuso, sufficiente per i servizi online dello Sportello Unico per l’Immigrazione ) basta inserire nome utente e password, con il secondo serve anche un codice temporaneo, la cosiddetta one time password, con il terzo (non ancora disponibile), si aggiunge un supporto fisico, come una smart card.

Mixità

 

 


Redazione Mixità

L'Italia da nuovi punti di vista