Reddito di cittadinanza più facile per gli stranieri - Mixità

Info22/12/2019Reddito di cittadinanza più facile per gli stranieri

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Molti lo prenderanno per un regalo di Natale, in realtà è solo la restituzione del maltolto: i cittadini stranieri in Italia possono di nuovo accedere al Reddito di Cittadinanza (RdC). Per capire l’importanza di questa novità, però, facciamo prima un riassunto delle puntate precedenti.

Il RdC è un aiuto dello Stato alle persone più povere in cambio di una loro attivazione per diventare autonome. Consiste in un assegno che può arrivare fino a 780 euro al mese riconosciuto a chi si impegna a seguire un percorso di inserimento socio-lavorativo concordato con i Centri per l’Impiego, che può ad esempio prevedere momenti di formazione e comporta l’obbligo di accettare, a determinate condizioni, le eventuali offerte di lavoro.

Oltre ad avere redditi e patrimoni inferiori a una certa soglia (qui tutti i requisiti precisi), per accedere dal RdC bisogna essere residenti in Italia da almeno 10 anni e avere la cittadinanza italiana o di un Paese europeo. Se si è cittadini di un Paese extraUe serve anche il permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo, la cosiddetta carta di soggiorno.

A questi ostacoli se ne era aggiunto un altro: gli stranieri avrebbero dovuto certificare anche la presenza di redditi e patrimoni nei Paesi d’Origine, con l’unica eccezione dei titolari di protezione internazionale e dei cittadini di Paesi dove è impossibile ottenere quei certificati. Doveva essere il governo a stilare la lista di quei Paesi con un decreto e, nell’attesa, lo scorso luglio, l’Inps aveva bloccato il RdC per gli immigrati.

All’inizio di dicembre, è arrivata la svolta, quando il governo ha preferito pubblicare una lista dei pochi Paesi dai quali è possibile ottenere certificati affidabili su redditi e patrimoni. Sono solo 19 (Bhutan, Corea, Figi, Giappone, Hong Kong, Islanda, Kosovo, Kirghizistan, Kuwait, Malaysia, Nuova Zelanda, Qatar, Ruanda, San Marino, Santa Lucia, Singapore, Svizzera, Taiwan, Tonga) e non sono certo i più importanti per numero di immigrati in Italia.

Il risultato di questa scelta è che d’ora in poi chi arriva da altri Paesi, e quindi la stragrande maggioranza degli stranieri in Italia, non dovrà consegnare certificati su redditi e patrimoni in patria quando chiede il RdC. Inoltre, sono state sbloccate le domande già presentate che erano rimaste in sospeso dallo scorso luglio in attesa della decisione del governo.

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Redazione Mixità

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