Reddito di cittadinanza a ostacoli per gli stranieri – Mixità

Info03/04/2019Reddito di cittadinanza a ostacoli per gli stranieri

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Mustapha Aarboubi è stato uno dei primi. Marocchino, 56 anni, 30 dei quali passati in Italia, si è fatto trovare pronto alla porta del Caf quando la mattina del 6 marzo si sono aperte le richieste per il reddito di cittadinanza. “Sono pronto ad accettare qualsiasi tipo di lavoro. Manderò qualcosa a casa, e poi proverò a trovarmi un appartamento in affitto”, ha raccontato. Il tempismo di Mustapha ha spinto qualche giornale a fare titoloni sulla “corsa degli immigrati al reddito di cittadinanza”. In realtà, proprio per gli immigrati, arrivare a mettersi in tasca il nuovo sussidio da 780 euro al mese non è particolarmente facile.

I requisiti economici per presentare domanda sono: un Isee inferiore ai 9360 annui; un patrimonio immobiliare diverso dall’abitazione principale non superiore ai 30 mila euro; un patrimonio finanziario non superiore ai 6 mila; un reddito familiare inferiore a 6 mila moltiplicati per un valore che varia in base al numero dei familiari, ma quando si vive in affitto l’asticella sale a 9360 euro. Non bisogna, inoltre, avere auto immatricolate meno di sei mesi prima della domanda, o auto o moto particolarmente potenti (cilindrate non superiori, rispettivamente, ai 1600 cc o ai 250 cc) immatricolate nei due anni precedenti, così come barche da diporto.

A stringere ulteriormente le maglie per i nuovi italiani sono, però, i requisiti su cittadinanza e reddito. Il richiedente deve infatti essere cittadino italiano o dell’Unione Europea, oppure un suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. I cittadini di paesi extracomunitari possono accedere al reddito di cittadinanza solo se sono titolari di un permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo, la cosiddetta carta di soggiorno. In più, è richiesto a tutti di essere residenti in Italia regolarmente da almeno 10 anni e almeno negli ultimi 2 in modo continuativo. Quest’ultimo paletto taglia fuori tutti gli immigrati più recenti.

Non è la prima volta che con norme di questo tipo si cerca di limitare l’accesso ai sussidi da parte degli immigrati. Un caso recente è quello del bonus bebè, per molto tempo destinato solo ai titolari di carta di soggiorno, fino a quando le battaglie legali di alcune associazioni hanno costretto l’Inps a riconoscerlo a chiunque avesse un permesso valido per lavorare.
Nuove battaglie legali sono state già annunciate contro il requisito dei 10 anni previsto per il reddito di cittadinanza.

Intanto, però, durante la conversione in legge del decreto varato dal Governo, il Parlamento ha complicato ulteriormente la vita ai non italiani: per ricevere il sussidio, dovranno presentare anche certificati su familiari, redditi e patrimoni in patria (come per esempio case o terreni), rilasciati dalle autorità del loro Paese e legalizzata dal consolato italiano. E così, quella “corsa degli immigrati” al reddito di cittadinanza assomiglia sempre più a una corsa a ostacoli.

Vai al sito ufficiale del Reddito di Cittadinanza
https://www.redditodicittadinanza.gov.it/

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Redazione Mixità

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