Come venire dall’Ucraina in Italia con un minore - Mixità

Info25/07/2019Come venire dall’Ucraina in Italia con un minore

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Durante l’anno tante mamme e nonne ucraine che lavorano in Italia sognano di far venire qui i loro figli e nipoti per trascorre del tempo insieme e mostrare loro le meraviglie del Belpaese. Ma, per viaggiare con minori, bisogna avere alcune accortezze se non si vogliono rischiare grossi guai alla frontiera.

Ecco cosa bisogna sapere per poter far venire un minorenne dall’Ucraina all’Italia, tenendo presente che un ragazzo che ha compiuto 16 anni può viaggiare all’estero da solo, mentre i bambini più piccoli possono viaggiare solo accompagnati dai genitori (o altre persone autorizzate) o con il loro consenso scritto e certificato da un notaio.

Documenti necessari

Fino a 1° ottobre 2019 i minorenni potranno passare la frontiera con un passaporto biometrico, o se sono iscritti nel passaporto di uno dei genitori. Dopo questa data ogni bambino dovrà avere un documento proprio.

La validità del passaporto è limitata a quattro anni. Compiuti i 16 anni, il passaporto viene rilasciato per un periodo di 10 anni.

Dove richiedere il passaporto

I passaporti per bambini vengono rilasciati dal Servizio per le migrazioni dello Stato ucraino o dai consolati ucraini all’estero. Per un minore che ha meno di 16 anni, è possibile richiedere il rilascio anche se non è presente.

Se il minore viaggia con uno dei genitori

Per un viaggio con entrambi i genitori, il bambino ha bisogno solo di un passaporto biometrico. Se viaggia con un solo genitore, è necessario che abbia il permesso dell’altro confermato da un notaio (la procura). Nel documento sono indicati nome del secondo genitore, rotta, destinazione e le condizioni di viaggio.

La procura

Come detto sopra, il consenso dell’altro genitore deve essere confermato da un notaio. Il tentativo di portare un minore all’estero senza tale documento equivale a un rapimento.

Per avere questo documento è necessario presentare al notaio i seguenti documenti:

  • certificato di nascita;

  • originali dei passaporti di entrambi i genitori;

  • codici di identificazione (fiscale) di entrambi genitori.

Se il bambino viaggia all’estero senza i suoi genitori (ad esempio, con i nonni), allora sarà necessario il permesso (sempre firmato davanti ad un notaio) di entrambi i genitori.

Alla dogana bisogna avere con sé l’originale della procura; le copie non hanno valore legale.

Validità della procura 

Nella procura vengono indicate i termini di validità del documento. Di solito, una procura viene emessa per ogni viaggio. Le eccezioni sono: viaggi per motivi medici, formazione, gare sportive, visite a parenti che permanentemente risiedono all’estero. In questi casi, è possibile emettere una procura per una serie di viaggi.

Come portare un bambino all’estero senza il consenso di uno dei genitori

Spesso succede che un genitore non dia il consenso per un viaggio del bambino all’estero. A volte ciò accade per conflitti tra coniugi separati o perché il genitore non è rintracciabile.

In questo caso bisogna ottenere una decisione del giudice. Nella richiesta bisogna indicare il motivo per cui il bambino sarà portato all’estero (certificati medici, scolastici o sportivi, certificazione dei legami familiari con parenti che vivono all’estero ecc.) ed eventuale certificato del divorzio.

La procura non serve quando

Il consenso dell’altro genitore non serve se:

  • nel certificato di nascita è indicata la parentela secondo l’articolo 135 del codice della famiglia dell’Ucraina;

  • il genitore è in ritardo con il pagamento del sostegno del bambino per un periodo superiore a 4 mesi;

  • un giudice autorizza l’uscita del minore dal territorio nazionale ucraino;

  • si ha una decisione del giudice che dichiara incapacità di intendere o volere dell’altro genitore;

  • il tribunale ha dichiarato scomparso il genitore;

  • il tribunale ha privato il genitore della potestà genitoriale;

  • il genitore è morto.

Speriamo che queste informazioni vi aiutino a portare figli e nipoti in Italia!


Marianna Soronevych

Sociologa e Giornalista