250 euro per la cittadinanza italiana – Mixità

Info10/06/2019250 euro per la cittadinanza italiana

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Dieci anni di residenza legale in Italia per i cittadini extraUe, che diventano “solo” cinque per i comunitari. Oppure, almeno due anni di matrimonio con un italiano o un’italiana, ma ne servono tre se la coppia vive all’estero. Infine, chi è nato in Italia da mamma e papà stranieri, deve viverci ininterrottamente fino alla maggiore età…

Le strade più battute per diventare cittadini italiani sono decisamente in salita, anche senza considerare nei dettagli tutti gli altri requisiti previsti dalla legge. Prima di arrivare a destinazione, però, c’è un’ultima, odiosa, incombenza: aprire il portafogli. “Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza sono soggette al pagamento di un contributo di importo pari a 250 euro”, dice la legge sulla cittadinanza e quindi, agli aspiranti italiani, non resta che pagare.

Ma quando e come si pagano i 250 euro? Prima di chiedere la cittadinanza, con un versamento sul conto corrente postale n. 809020 intestato a: Ministero dell’Interno D.L.C.I.- Cittadinanza, con la seguente causale: Cittadinanza – Contributo di cui all’art.1, comma 12, legge 15 luglio 2009, n.94. Negli uffici postali, in particolare quelli della rete Sportello Amico (dove si presentano anche le domande per i permessi di soggiorno), è possibile trovare i bollettini precompilati, ai quali aggiungere solo nome, cognome e indirizzo di residenza del richiedente.

La ricevuta del versamento va conservata e scannerizzata. Il file con la relativa immagine, infatti, andrà allegato insieme agli altri documenti alla domanda di cittadinanza, che si presenta via internet attraverso il sito del ministero dell’Interno https://cittadinanza.dlci.interno.it . Attraverso lo stesso sito, si potrà poi controllare anche il cammino della domanda, che durerà qualche anno.

Conviene sapere che, anche in caso di bocciatura della domanda, non si potranno recuperare i soldi. Chi deciderà di provarci di nuovo, dovrà fare un altro versamento da 250 euro. Pochi si consoleranno sapendo che fine fa quel contributo: una metà serve a finanziare la cooperazione internazionale e Paesi extraue che collaborano con l’Italia sul fronte dell’immigrazione, l’altra metà a far funzionare meglio proprio gli uffici coinvolti nell’esame delle domande di cittadinanza, che finora non si sono mai distinti per velocità…

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Redazione Mixità

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