Youssef El Hirnou – Mixità
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“Il giro del mondo era l’unico modo per trovare il coraggio di fare un giro dentro me stesso”

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Travel blogger e scrittore
 

About Me

Sono nato nella piccola città marocchina di Khouribga, la cosiddetta “Città dei temerari” per il suo altissimo numero di espatriati, forse già nella terra dove sono nato, e in cui ho risieduto per soli tre mesi, era scritto un tassello importante del mio destino.

All’età di 3 mesi io e la mia famiglia raggiungiamo finalmente mio padre in Italia, a Torino, città operaia che nel suo soprannome racchiude anch’essa un capitolo importante della mia vita.

I primi sei anni della mia esistenza sono letteralmente segregato in casa con mia madre, la tradizione araba prevedeva che le donne non lavorassero dunque mia madre non poteva uscire e di conseguenza non avevo rapporti sociali neanche io.

Durante la mia infanzia le giornate sono scandite dai cartoni animati alla televisione e dal rapporto viscerale che mi legherà a mia madre e la famiglia per sempre.

Terzo di sei fratelli, all’età di sei anni, finalmente, faccio il mio incontro con la società e inizio il mio percorso scolastico, un cammino fatto di alti in cui mi trovo ad essere il primo della classe e di bassi dove pur di non essere considerato l’ultimo, a scuola, evito proprio di andarci.

Dunque tre anni di liceo scientifico, la bocciatura al secondo e poi al terzo anno quindi la scelta di recuperare gli anni persi in un serale come perito informatico.

Neanche il tempo di prendere un diploma che alla mia porta bussa il mondo del lavoro, ho l’opportunità di sostituire mio fratello maggiore in un’azienda metalmeccanica con un contratto settimanale.

Ottima occasione per chi non riesce ad avere i soldi per un gelato, solo una settimana di lavoro per avere i soldi necessari a comprare qualche straccio in più da mettere o un  paio di scarpe nuove. Unico imprevisto: entrato in azienda ne uscirò solo sette anni dopo.

Dimenticato in fretta i tempi della scuola e la passione per il calcio e chiedendomi cosa fare della mia vita, oltre che l’operaio, scopro la passione per la scrittura e scopro soprattutto che i miei testi hanno un apprezzamento notevole sui social, specialmente su Facebook dove apro una pagina “Diario di un marocchino” e vi scrivo i miei pensieri e le mie esperienze di vita. Settantamila seguaci in meno di un anno, qualche invito in varie televisioni e l’incontro con Cristina, una professoressa genovese che si appassiona ai miei scritti sulla pagina Facebook e mi convince a scrivere e pubblicare il mio primo romanzo “Uè Africa!”, una biografia che non parla solo della mia vita, ma della vita di una generazione intera, quella dei figli di immigrati arabi nati e cresciuti in Italia, la seconda generazione.

Un successo inaspettato che mi spinge a voler scrivere per professione, decido di lasciare il mio lavoro da operaio, dove avevo ormai fatto carriera da imballatore a responsabile turno, e di intraprendere un percorso che mi desse l’esperienza e la maturità necessaria per scrivere da un punto di vista differente.

Il giro del mondo in 24 mesi.

Partito il 21 febbraio del 2018 sono ormai in viaggio da poco più di un anno, ho attraversato più di 24 paesi e fatto più di quarantamila km con tutti i tipi di mezzi e documentando tutto sui miei canali social, attraversato l’Asia sono approdato finalmente nella mia terra d’origine, l’Africa, che spero finire di visitare entro agosto arrivando in Marocco per poi ripartire verso il continente americano.

Il viaggio è ancora lungo, ancora un anno per completare i due previsti, io sono cambiato tanto, ho scritto tutto e sarà nel mio prossimo romanzo.

Per il resto? Esistono i social.