Pronti per l'interrogatorio all'albanese? - Mixità

Info23/01/2020Pronti per l’interrogatorio all’albanese?

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Avete mai subito un interrogatorio all’albanese? Non spaventatevi, non c’entrano i servizi segreti o chi sa quale altra organizzazione che vuole estrapolarvi informazioni. Niente del genere!

 

L’interrogatorio all’albanese è composto da una serie di domande, a volte anche molto intime e invadenti che vi vengono poste in Albania dalle persone del luogo oppure anche da qualche albanese incontrato in Italia. Scatta sia quando conoscete per la prima volta qualcuno, sia quando incrociate di nuovo un conoscente. Io, per esempio, ne sono vittima ogni volta che torno in Albania dopo un po’ di tempo. In questo caso le prime domande sono sempre: “Quando sei tornata? Quando vai via?”

Il tipo di domande dipende anche dal grado di conoscenza. Se non ci si conosce, le prime saranno: “Sei sposata? Hai figli?” Se la risposta è “no”, partono subito consigli e prediche, anche non richiesti: “Non sei sposata? Ah, ma dovresti sposarti! Il matrimonio è più sicuro! Bisogna fare una grande festa per mostrare al mondo che hai raggiunto questo traguardo”. “Non hai figli? Sbagliato, sei già in ritardo. E allora, cosa aspetti? I figli ti servono anche per legare tuo marito a te. E per aiutarti nella vecchiaia”… Per alcuni, in Albania, sposarsi e avere figli è ancora considerato il maggior successo nella vita…

Anche la domanda: “Di dove sei?” non manca mai. E allora spiego che sono nata a Tirana, ma di origine paterna sono di Permet. Eh sì, perché in Albania si usa molto esprimere la propria origine in base a quella dei genitori, soprattutto dalla parte del padre.

L’interrogatorio, poi, può estendersi a domande più professionali e economiche. “Che lavoro fai?” Questa è una domanda importantissima, perché il tipo di lavoro che fai cambia tutto. Se fai un lavoro qualificato tipo medico, ingegnere o avvocato tanto di cappello, sei uno in gamba e godi subito di grande rispetto.

Il passo successivo è: “Quanto guadagni? La casa è tua o sei in affitto? Hai un mutuo?” Queste forse sono le domande più sorprendenti e fastidiose. Uno magari non si aspetta che si indaghi sui suoi redditi e possedimenti vari e a volte può venirti naturale rispondere: “Ma a voi cosa interessa? Un po’ di privacy per favore!”

Molto spesso mi chiedono: “Ma tu aiuti i tuoi genitori dall’Italia con i soldi?” Che domanda, certo che sì! Due genitori con una pensione media che abitano a Tirana possono avere una vita dignitosa solo se vengono aiutati dai famigliari all’estero! Io li supporto attraverso il servizio di trasferimento denaro MoneyGram che trovo all’Ufficio Postale, grazie alla collaborazione con Poste Italiane e PostePay. Mando soldi quando posso e ogni volta che loro mi chiedono e ne hanno bisogno. So che è un servizio affidabile e che i soldi arrivano a destinazione in pochi minuti. I punti di ricezione in Albania sono tanti, tutto quello che devono fare i miei cari è presentarsi con un documento ed il codice della transazione. Dall’Italia per me è comodo e veloce, basta recarmi in uno dei tanti Uffici Postali presenti a Torino e in pochi minuti faccio tutto.

 

Le domande dell’interrogatorio possono essere infinite, poste in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Ma attenzione, l’interrogatorio all’albanese non è solo e sempre un intrufolarsi nella tua vita e farsi gli affari tuoi. Certo c’è anche quello, soprattutto nelle piccole città o paesini dove i pettegolezzi sono all’ordine del giorno. Lì le persone vogliono sapere tutto sulla tua vita anche se non ti conoscono. A volte, però, le domande dell’interrogatorio sono semplicemente un modo che le persone hanno per mostrarsi interessate a te, alla tua vita. Pensate a un paese dove nessuno ti parla e tutti sono individualisti. Certo nessuno sarebbe invadente, ma non vi mancherebbe qualcuno che si interessa a voi?

Altre volte, invece, le domande sono un modo per passare il tempo. Pensate a quando prendete un mezzo pubblico per spostarvi da una città all’altra e la strada è lunga. Ecco che la persona seduta vicino a voi inizia a parlarvi. E cosa fa per costruire un dialogo? Ovvio, vi fa un interrogatorio: “Di dove sei? Che lavoro fai? Sei sposata? Hai figli?” e tutto ricomincia…

Se avete già provato l’interrogatorio all’albanese, sappiate che non c’è mai fine alla creatività degli albanesi sulle domande poste e i suggerimenti regalati, quindi ogni volta è un’esperienza diversa. Se non l’avete ancora provato state sicuri che se visiterete l’Albania sarà fatto anche voi, non potrete esserne esclusi. Ma poi, in fondo, perché non dovreste provarlo? L’Albania è divertente e autentica anche perché esistono ancora fenomeni di questo tipo… Basta prenderlo con giocosità e leggerezza e potrebbe essere una simpatica esperienza da raccontare e condividere.

 

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