Marzo mese speciale! - Mixità

Info08/03/2020Marzo mese speciale!

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Marzo è un mese speciale in Romania: il mese in cui si festeggia l’arrivo della primavera, si donano i famosi “mărţişor” e altri piccoli regali portafortuna, e si celebra la Festa della mamma!

Se chiedi a un romeno come festeggiava il “Mărţişor” quando era bambino, scoprirai tanti bei ricordi e usanze diverse, in base alla regione dalla quale proviene. Io ricordo che alle elementari, già da metà febbraio la maestra ci presentava un progetto per un Mărţişor speciale, da fare per le nostre mamme. Noi ne eravamo entusiasti: si facevano dei lavoretti in cui ognuno di noi ci metteva il cuore, oltre l’impegno notevole. Si trattava di cartoline colorate, piccoli oggetti di ceramica dipinta, decorati con fiocchi realizzati in tessuto oppure fiori fatti con la carta crespa colorata. Ma il più importante era il messaggio, la letterina che accompagnava il nostro regalo. Ci impegnavamo ad essere bravi e facevamo i più sentiti auguri alle nostre mamme. Spesso, il testo scelto era una breve poesia che noi copiavamo in bella calligrafia.

I regali così preparati dovevano essere consegnati per la Festa della Mamma, l’8 di Marzo, un giorno speciale e pieno di gioia per tutti i membri della famiglia. La Festa della Mamma concludeva così un periodo di una settimana, tutta all’insegna dei festeggiamenti di Mărţişor. Durante tutto questo periodo, che doveva coincidere, almeno simbolicamente, anche con l’arrivo della primavera, i più bei momenti erano quelli di condivisione dei piccoli oggetti. Il primo giorno del mese lo si regalava in classe alle maestre e ai professori, poi agli amici e ai parenti, in segno di augurio, rispetto, amicizia e affetto.

 

Proprio per ricordare questa tradizione unica e cara a ogni romeno, noi di Mixità abbiamo fatto una lista delle 10 cose che (forse) non sapevi sulla Festa di Mărţişor:

  1. La tradizione del “Mărţişor” ha delle radici antichissime. Si è scoperto che i Daci indossassero degli amuleti porta fortuna molto somiglianti ai “Mărţişor” di oggi: delle collane realizzate con sassolini piccoli colorati proprio nei due colori specifici, bianco e rosso.
  2. Nel sito archeologico di Schela Cladovei (nella contea di Mehedinti) sono state rinvenute delle collane datate 8000 anni fa, fatte con sassolini provenienti dai torrenti, dipinti in due colori, bianco e rosso.
  3. Ci sono varie leggende che spiegherebbero l’uso dei due colori nella realizzazione dei Mărţişor. Il punto in comune è la presenza di un personaggio buono (un cavaliere coraggioso o una brava fanciulla) che si ferisce mentre fa una buona azione. Il rosso simboleggia così il sangue versato e il bianco rappresenta così la purezza oppure il fiore tipico della primavera, il bucaneve. Non a caso, uno degli oggetti più rappresentati come ciondoli sono proprio questi fiori primaverili.
  4. La Festa del Mărţişor ha, secondo altre ricerche, anche radici romane, legate al mondo agrario e le divinità che richiamavano il passaggio delle stagioni. Il I marzo si festeggiava infatti il primo giorno dell’anno, durante la festa chiamata “Matronalia”. Secondo gli etimologi, la parola stessa deriva da “marzo”, il mese, chiamato in romeno di una volta “marţ” con l’aggiunta di un suffisso diminutivo “işor” (piccolo). In questi giorni la Primavera (la vita) sconfigge l’Inverno (la morte), ecco il simbolo dei due fili intrecciati, i due principi in continua lotta.
  5. In Moldova, c’è un’usanza un po’ diversa: il primo marzo, sono le ragazze a regalare i ciondoli porta fortuna ai ragazzi, mentre i ragazzi ricambiano il gesto nei giorni successivi.
  6. In alcune zone della Romania, come per esempio in Ardeal, in passato si appendevano i “Mărţişor” alle finestre, alle porte e addirittura alle corna degli animali domestici, per cacciare via gli spiriti malvagi.
  7. Il più “vecchio” Mărţişor realizzato come lo conosciamo oggi risale al 1879, ha la forma di un cuore in argento e di trova in una collezione privata a Bucarest. Sopra è incisa la data, I marzo 1879.
  8. Tradizioni simili a “Mărţişor” si trovano in Bulgaria, Macedonia e Albania. In Bulgaria la tradizione si chiama “martenita”, un nome molto simile a quello romeno.
  9. Il più lungo Mărţişor è stato realizzato in Bulgaria, nella città di Vidin e ha 17 km. E’ stato esposto nell’ambito di una Mostra internazionale dedicata alle tradizioni dei Balcani, in Romania e in altri paesi ed è entrato nel Guiness World Records nel 2015. L’intento degli ideatori è quello far iscrivere questa bella tradizione nel patrimonio dell’Unesco.
  10. In passato, il “Mărţişor” era semplicemente una moneta di oro o argento, legato a un filo bianco e uno rosso, considerata porta fortuna. La moneta poteva rappresentare anche il Sole e la vita, veniva regalata e indossata come collana porta fortuna soprattutto da ragazzi e giovani, nei primi giorni del mese.

 

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