Coronavirus in Italia. Cosa c’è da sapere per evitare la psicosi collettiva - Mixità

Info27/02/2020Coronavirus in Italia. Cosa c’è da sapere per evitare la psicosi collettiva

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In questi giorni di tensione e preoccupazione per la diffusione del coronavirus in Italia, si diffonde tanta informazione allarmista; dalla caccia al paziente zero alle fake news, il nostro è un Paese che sembra in preda di una crisi di nervi. Alcune pubblicazioni spiegavano addirittura come diagnosticare con certezza il coronavirus a casa.

Riflettiamo insieme su quanto si sa del coronavirus in Italia, senza sottovalutare i veri pericoli, ma tenendo d’occhio solo le informazioni certe e provate.

 

La diffusione del coronavirus in Italia

Attualmente l’allerta generale è focalizzata in tutte le principali città del Nord, con particolare attenzione nelle regioni della Lombardia, del Veneto e del Piemonte. L’attenzione pian piano si va anche postando al Sud poiché ci sono stati i primi singoli casi, sembra a causa degli spostamenti dei tanti immigrati nelle regioni settentrionali.

Al 27 febbraio in Italia si contano all’incirca 400 contagiati e 12 morti, tutti anziani e con patologie pregresse.

Non è al momento possibile prevedere per quanto tempo durerà l’epidemia e come si evolverà.

Le incertezze rimangono, ad esempio se la trasmissione diminuirà durante l’estate, come osservato per l’influenza stagionale.

Il picco di contagi in Cina pare sia già stato superato e ciò accadrà verosimilmente anche da noi; dall’ospedale Spallanzani di Roma è arrivata la bella notizia della guarigione dei loro pazienti.

 

I sintomi dell’infezione di Coronavirus?

I sintomi sono simili a quelli di una comune influenza, di un raffreddore comune e consistono in tosse, febbre, raffreddore. In caso di sospetto di Coronavirus, è necessario effettuare esami di laboratorio per confermare la diagnosi. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

 

Le persone a rischio

La maggior parte delle persone guarisce dalla malattia senza bisogno di cure speciali. Solo 1 persona su 6 all’incirca si ammala gravemente e sviluppa difficoltà respiratorie.

I più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e gli individui con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache. Al momento il tasso di mortalità è di circa il 2%. (Fonte OMS)

 

 

Protocolli di sicurezza contro coronavirus

 È stata imposta la quarantena per le persone comunque presenti nelle zone rosse (i focolai identificati per ora sono10 in Lombardia e 1 in Veneto), tra cui il divieto di allontanamento dal Comune o dall’area interessata. Viene considerato oggi il sistema più efficace per contenere le epidemie.

Tutte le misure di controllo aiutano a mitigare la propagazione del virus, e servono a non affollare gli ospedali e centri medici. La maggior parte dei casi sono trattabili e non gravi.

Per ogni regione sono state introdotte linee telefoniche dedicate a dare informazioni e gestire emergenza. Le manifestazioni pubbliche come partite, il carnevale di Venezia sono state sospese o rimandate per precauzione.

Nei giorni precedenti le strutture sanitarie hanno eseguito quasi 9 mila tamponi. Ora la pratica è stata ristretta solo alle persone con sintomi del coronavirus.

I supermercati, svuotati sotto l’onda del panico collettivo sono stati riforniti.

 

Le misure di prevenzione personale

I gel antibatterici e le mascherine scarseggiano e sono saliti molto di prezzo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo Coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti o se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo.

L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte.

Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione. Bisogna lavare le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).

La paura gioca brutti scherzi. E in tempi di coronavirus, non mancano episodi di isteria collettiva, assolutamente non giustificata, ma che, che a volte, sfocia in vere e proprio aggressioni ai danni degli altri.

Per evitare tutto ciò alla fine, vogliamo suggerirvi di affidarsi a fonti certe, come il Ministero dell’Interno ) http://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/homeMalattieInfettive.jsp) e la Protezione Civile (http://www.protezionecivile.gov.it/attivita-rischi/rischio-sanitario/emergenze/coronavirus).


Marianna Soronevych

Sociologa e Giornalista